
“No storm or heavy weather will rock the boat, you’ll see”.
Dimostrando quanto meno degli ottimi gusti musicali, deve essere questo ciò che hanno pensato Tim Kring e compagni della NBC nell’affidare la scrittura delle ultime due stagioni di questo show al gruppo di scimmie fumanti incatenate l’una all’altra di simpsoniana memoria. “Ma si – si saranno detti – lo show è un successo clamoroso, ha un consistente pubblico affezionato, chi ce lo fa fare di sprecare soldi con sceneggiatori degni di questo nome? Buttiamoci qualche colpo di scena ad cazzum, un po’ di teen drama, tanta banalità sul labile confine tra bene e bene, un paio di yatta, e il gioco è fatto”.
Il crollo verticale di ascolti di cui la serie sta soffrendo, e che porta, secondo le stime provvisorie, “Cold Snap” a essere l’episodio meno visto nella storia di Heroes, dimostra che la nave ha sottovalutato la tempesta. E c’è un che di ironico che il botto debba farlo quello che è probabilmente il miglior episodio della serie dai tempi dell’ormai mitico “Company Man”. Eh già, perché questo episodio è buono. Molto buono. Se non fosse per un paio di colpi del trash più bieco, direi che è addirittura ottimo. “Heroes” e “ottimo”, due termini che MAI avrei creduto di poter usare senza ridere nella stessa frase.
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