Dexter – 4×01 – Living the Dream
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“Life is good”
Per essere un serial killer che due stagioni fa è andato incredibilmente vicino alla sedia elettrica, non si può certo dire che il caro Dexter Morgan oggi stia conducendo una brutta vita.
Due belle casette, di cui una collocata in un quartiere residenziale stile Wisteria Lane (al giorno d’oggi il lavoro che più rende economicamente è l’ematologo forense, c’è poco da fare), un discreto circolo di amicizie al lavoro che ormai non ha più bisogno di essere conquistato con il rito della ciambella mattutina e, specialmente, una sensazione di completezza, nata dopo anni di dura lotta interiore per conciliare il codice paterno con la propria personalità, repressa ma desiderosa di poter emergere, e con i numerosi apporti ricevuti dall’esterno.
Ma, come ben sappiamo, quando nella vita tutto pare andar bene, è inevitabile per un uomo porsi la domanda di quanto durerà il periodo idilliaco che si sta vivendo.
Per dirlo con le parole di Dexter…
“Can I have it all?”
Ok, ora che siamo al riparo da occhi indiscreti e da orecchie in grado di sopportare il doppiaggio italiano, diciamo le cose come stanno.
A far la differenza nella vita di Dexter non sono certo le due casette (anche se in periodo di crisi…), ma il fatto di essersi sposato con Rita e di aver avuto un figlio, chiamato Harrison forse per cercare di dare un senso di chiusura positiva al complesso rapporto con la figura paterna.
E, come era stato già accennato nel finale della scorsa stagione nel dialogo smarmellato tra Dexter ed Harry, con la nascita di un figlio le priorità del serial killer sono cambiate: c’è ancora la volontà di uccidere, ma è ormai divenuta secondaria rispetto alla tutela della propria prole.
Se ancora rimangono ambiguità sulle reali motivazioni che spingono Dexter a stare con Rita, evidente è l’amore provato per Harrison. Già in passato ci era stato mostrato un legame particolare tra Dexter, Astor e Cody, un affetto sincero, forse anche di più di quello provato per la loro madre, ma con Harrison chiaramente si crea un legame molto più forte, che possiamo definire senza alcuna esitazione come vero e proprio amore paterno.
Dopo Rudy, Lila e Miguel non ci sono dubbi che Dexter abbia capito l’importanza dei rapporti umani e forse di fronte al proprio figlio vorrebbe un giorno potersi levare la maschera, sperando di essere compreso. Sono anni ormai che Dexter tenta di ricreare artificialmente il rapporto che avrebbe avuto con Rudy se non fosse stato costretto ad ucciderlo, ma gli esperimenti condotti su Lila e Miguel sono falliti miseramente.
Sussurrare le parole “Daddy kills people” al proprio figlio simboleggiano il bisogno di Dexter di aprirsi nuovamente a qualcuno, ma, come lui stesso ammette, non potrà mai sacrificare l’innocenza di Harrison dopo aver già perso la sua. Ebbene sì, pare trattarsi proprio di amore paterno.
In famiglia c’è però qualcun altro con cui Dexter potrebbe essere presto costretto ad aprirsi. La sorella Debra ha passato infatti i sei mesi trascorsi dal finale della terza stagione ad indagare sul padre e le sue informatrici, sperando di rintracciare la donna con cui Harry ebbe una relazione: Laura Moser, la madre naturale di Dexter.
Al di là dei possibili sviluppi a lungo termine (se avverranno sarà tra molto tempo e non è certo il caso di iniziare a parlarne nella recensione della season premiere) è interessante vedere come Debra continui a cercare consenso dalla defunta figura paterna.
Felice per la prima volta dopo tanto tempo, Debra non riesce a vivere serenamente la propria storia con Anton senza avere la certezza che il padre la approverebbe. E cosa c’è di meglio per vivere meglio con se stessi che andare a scavare nei torbidi segreti del proprio padre per dimostrare che nemmeno lui era così integerrimo come appariva?
C’è un’interessante complesso di Elettra qui e di certo non verrà attenuato ora che Debra sarà costretta a venire nuovamente a contatto con Frank Lundy, l’uomo che un paio da anni prima ha ricoperto per lei il duplice ruolo di padre surrogato ed amante. Tanta roba, insomma.
Ma che ci fa Lundy di nuovo a Miami?
Ad introdurci finalmente la parte thriller della stagione, dopo una buona mezz’ora di character drama duro e puro.
Lundy, ormai in pensione, sta indagando sull’unico serial killer che gli sia mai sfuggito (sperando che la gestione del caso Bay Harbour Butcher sia stata un’eccezione nella sua carriera
) e che ora pare stia agendo di nuovo a Miami.
Considerando che ad interpretare il Trinity Killer è quel mostro di bravura di John Lithgow e che tutti gli indizi portano a pensare che la trama principale della stagione vedrà Dexter (Michael C. Hall) e Lundy (Keith Carradine) uniti nel dargli la caccia, pare proprio che non verremo delusi dalla qualità della recitazione, anche se i duetti tra Michael C. Hall e Jimmy Smits mi mancheranno parecchio.
Per quanto riguarda gli altri personaggi, questo episodio ci regala un’inedita (e segreta) coppia formata da Angel e LaGuerta. Entrambi i personaggi si sono un po’ persi via dopo la seconda stagione e mi avvicino abbastanza dubbioso a questo nuovo sviluppo, sperando però che col tempo riesca a ridare un po’ di spessore ai due. Per ora i siparietti con Masuka sono stati esilaranti, perciò non mi lamento.
Inoltre il buon Quinn è stato promosso a series regular e pare destinato a ricoprire il ruolo lasciato vacante da Doakes. Tuttavia le motivazioni della sua rabbia nei confronti di Dexter per ora non sembrano abbastanza convincenti: per una puntata ci può anche stare, ma, se hanno intenzione di connotare Quinn come rivale di Dexter a lungo termine, forse sarebbe meglio rendere più succulenti i motivi della faida tra i due nei prossimi episodi.
Chiudendo la recensione, non posso però che tornare a parlare di Dexter e del suo “Can I have it all?”
Al di là di tutte le derive psicologiche che il discorso sulla paternità può prendere, la risposta al dilemma arriva a Dexter in maniera molto semplice. Non è materialmente possibile far convivere l’anima del serial killer, del padre di famiglia, del buon ematologo, del fratello e dell’amico: interpretate tutti questi ruoli ogni giorno e… vi piglierà un colpo di sonno prima o poi.
E, mentre tutto il mondo forumistico si chiede “Ma Dexter aveva ancora il cadavere nel bagagliaio?” (n.d.R. il bagagliaio si apre negli ultimi secondi della puntata e non esce niente), io invece mi chiedo cosa farà Dexter ora che ha appurato che non potrà mai avere tutto ciò che desidera: rinuncerà ad uccidere? Proverà a farlo ma verrà affascinato dal caso del Trinity Killer? Taglierà finalmente la gola all’ormai totalmente insopportabile Rita?
Abbiamo un’intera stagione per scoprirlo e, visti i precedenti, ci sono tutte le possibilità perché sia un’altra annata grandiosa.
92/100
-Lockecole
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[...] Michael C. Hall A tutti gli ammiratori del serial killer più amato della tv … andate qui a gustarvi la meravigliosa recensione scritta da [...]
Ok puntata piacevole. Anche se dopo venti minuti io e Giorgio ci stavamo chiedendo “ma Dexter quando comincia?”.
L’uomo è schiacciato dalle responsabilità e da una Rita sempre più calata nei panni di un generale in gonnella. Dexter fai questo, Dexter fai quello, Dex di qua e Dex di la.
Lei se ne sta perennemente a casa a grattarsi quelle due tette giganti e pretende pure sesso creativo con tanto di piuma.
Sarebbe troppo per chiunque. Lo è.
Dexter comincia a sbagliare. Sul lavoro quello ufficiale. E anche nella sua attività extra. Ora, tutte le aspettative e le ansie manifestate dai più alla vista del famigerato incidente mi sembrano francamente esagerate.
Cosa volete che gli accada? Pensate che venga arrestato? Che si trasformi in un Hannibal privo di denti aguzzi e tendenze al cannibalismo?
Sarebbe bellissimo. Ma non accadrà mai.
Il portabagli è vuoto gente lo sappiamo tutti. Non fingiamo che sia così.
le basi per una buona stagione ci sono tutte: sono stati introdotti nuovi equilibri tra le parti, nuovi (o tornati) personaggi, c’è il serial killer che ci accompagnerà per tutta la stagione (speriamo venga gestito un po’ meglio dello skinner…) e quindi gli auspici non possono che essere positivi.
se il portabagagli fosse “pieno” l’inquadratura fianle della macchina ribaltata col portellone aperto sarebbe quantomeno erronea…d’altra parte però il corpo deve essere da qualche altra parte, non può aver avuto il tempo di uscire in barca e disfarsene…staremo a vedere…
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