Being Erica – 2×01 – Being Dr. Tom
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Avevamo lasciato Erica alla fine della scorsa stagione sull’uscio dello studio di un nuovo terapista dopo il feroce litigio con il Dr. Tom per avere disatteso una promessa a lui fatta: (non) cercare di salvare la vita di Leo.
Manco a dirlo già al primo impatto si capisce quanto lontano sia l’approccio di Dr. Naadiah da quello del Dr. Tom: il suo studio è bianco, immacolato, ultramoderno. Insomma, una asettica sala d’ospedale.
La nuova terapista informa Erica che Dr. Tom ha lasciato il suo incarico e non vuole più essere il suo dottore; inutilmente cerca di convincerla a continuare la terapia, ricordandole l’impegno promesso all’inizio della scorsa stagione. Erica non ne vuole sapere e si rende irraggiungibile in qualsiasi modo, ormai certa di non avere più bisogno di terapia. Come biasimarla? Ora ha tutto quello che chiedeva: un lavoro soddisfacente in cui ha appena ottenuto una promozione (a discapito del collega Brent, incazzato come una biscia), un fidanzato, una vita che corre dritta su stabili binari (e pure noi ci chiediamo: quali altri rimpianti potranno mai tirare fuori gli autori, ora che Erica sembra aver raggiunto la sua metà?). Prendi, arraffa e porta a casa. E invece no!
Dr. Naadiah (perdo il conto ogni volta di quante “a” abbia il suo nome) dice a Erica che, avendo deciso di interrompere le sedute, è giunto per lei il momento di saldare il conto. Meno male che le era stato fatto credere che fosse tutto gratis! Insomma, è un po’ come quella ditta di libri che, prima, ti rassicura con un “nono, stia tranquillo. Non pagherà nulla e leggerà ciò che vuole, quando vuole e quanto vuole” per poi stenderti con conti stratosferici.
Per Erica nulla di tutto ciò. Dunque, niente bollettini da pagare: il saldo consisterà nell’aiutare chi fino ad ora ha aiutato lei, il Dr. Tom. Nel fare questo noi, con lei, scopriremo il lato “oscuro” del nostro Dr. preferito, capiremo un po’ di più cosa significa davvero “essere Dr. Tom”.
Naadiah rimanda Erica nel passato, in un 1998 dove un Tom non ancora Dr., visibilmente distrutto e stretto amico di Jim, Jack e Jose (Bean, Daniels e Cuervo) è seduto a un tavolo del locale dove Erica lavora come barwoman alla Coyote Ugly.
Tom parla con Erica, le racconta (su insistenza di lei) di avere una figlia di cui ha perso le tracce e di essere un uomo con molti rimpianti. In tono paterno le suggerisce di cercare un lavoro meno degradante che non implichi lo stuzzicare gli ormoni impazziti di qualche frat-boy e le dà del denaro per potersi pagare gli studi. Nonostante ciò, non appena un ragazzo prende troppa confidenza, Tom diventa violento e comincia una rissa, facendo intravedere la stessa irosità della lite avuta precedentemente per l’episodio legato alla morte di Leo.
Tornata nello studio di Dr. Naadiah, una scoraggiata Erica racconta la scena e le viene spiegato che l’episodio non aveva altro intento se non quello di prepararla a ciò che sta per vedere. Tom è sul tetto di un edificio, pronto a lanciarsi nel vuoto.
Erica si precipita a parlargli ma il Dr. Tom del presente la blocca dicendole di non immischiarsi e che non può far nulla per aiutarlo: il passato degli altri non si può cambiare. Liberatasi dalla stretta del Dr. Tom, Erica corre verso il Tom versione ‘98 e gli parla citando la stessa frase di Einstein usata dal Dr. Tom per iniziare la terapia: “Nel mezzo della difficoltà, risiede l’opportunità”. Distratta da una voce nel suo presente Erica si volta e non può impedire la caduta.
Una volta Back in the present, scopre che in realtà Tom non si è suicidato (grazie a una chiamata anonima ai soccorsi). Con la speranza nel cuore, apre la porta di casa e si ritrova nello studio caldo e disordinato del Dr. Tom che la accoglie con imbarazzo. Dopo un breve discorso di scuse e chiarimenti, Erica e Dr. Tom si ritrovano in una delle strade di Toronto, qualche tempo prima del 1998, ad assistere alla scena in cui Tom cerca di convincere sua figlia, una punkabbestiara alla canadese, di tornare a casa con troppa veemenza ottenendo solo l’effetto contrario. Questo è il rimpianto maggiore del Dr. Tom, quello che lo ha poi trasformato nel Tom iroso e desolato del 1998.
Prima di lasciarsi, finalmente riappacificati e riuniti come terapista e paziente, Erica si volta e non può trattenersi dal chiedergli: “Dunque, cosa sei? Vivo o morto? Un angelo, forse?”. Ma il tempo per la risposta a questa domanda, come il Dr. Tom ci ricorda, non è ancora arrivato.
Una season premiere davvero ricchissima in cui conosciamo un po’ meglio il Dr. Tom, anche nella sua veste di “uomo qualunque”. Il rapporto che ha con Erica forse non è più un solo essere “terapista-paziente”: ci sono ormai visibili una complicità, una fiducia e una stima rafforzati e totali.
Oltre alla trama principale, molte sottotrame vengono aperte in questo episodio.
In primo luogo la tensione alla casa editrice River Rock tra il capo degli Editor Julianne e il suo collega Editor Senior Brent, risentito poiché il titolo principale della stagione non è stato affidato a lui, bensì ad Erica, ancora Editor Junior; in seconda battuta il consolidamento del rapporto con Ethan; infine, cosa più importante, in questa season premiere Erica scopre per caso (ma forse non troppo) di non essere l’unica persona a seguire questo tipo di terapia. In un bar intravede il commesso che, varcata la porta di uno sgabuzzino, si ritrova in un parco in cui lo stesso ragazzo che le aveva “accidentalmente” fatto cadere il caffè per strada poco prima si trova dietro a una scrivania, proprio come il Dr. Tom.
La seconda stagione è iniziata alla grande, nessuna aspettativa delusa.
Voto 95/100
Paola
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