dic 7th

Fringe – 2×09 – Snakehead

Fringe non è assolutamente uno show corale, che utilizza molti personaggi, ma piuttosto preferisce concentrarsi sui singoli casi della settimana portando avanti le story-line dei tre personaggi principali, ovvero Peter, Olivia, e Walter. Se i primi due sono sempre in prima linea per risolvere il caso, Walter troppo spesso rimane chiuso in laboratorio con Astrid e la sua figura viene cosi oscurata. In questa puntata invece gli viene dato lo spazio che merita.

 Ci troviamo infatti di fronte ad un Walter che ha ancora parecchi problemi dal punto di vista psicologico, ma che in un certo senso ne è consapevole, è cosciente di rappresentare un peso per suo figlio e di essere trattato come un adulto mai cresciuto. Infatti quello che cerca è indipendenza, vuole dimostrare agli altri di essere in grado di fare le cose da solo, di gestire la propria vita. Bene, ci prova, ma quando mette in pericolo la vita dell’agente Astrid, vede letteralmente crollarsi il mondo addosso.

Possiamo ben definire l’episodio un “Walter-centric”, tanto che il case of the week rimane semplicemente sullo sfondo, portando avanti l’argomento dei vermi parassiti già visto e rivisto. Questa volta anche le immagini volutamente forzate da voltastomaco sono fini a se stesse: è davvero consigliabile non guardare la puntata dopo aver mangiato.

Una nave mercantile si incaglia sulla riva e vengono ritrovati sulla spiaggia corpi con all’interno dei calamari giganti, che vivono da parassita all’interno del corpo umano. Olivia e gli altri sono chiamati subito sul posto e vengono a scoprire che questi vermi possono potenziare il sistema immunitario delle persone: sono infatti una specie di “cura” per individui affetti da immunodeficienza, come Matt Jarvis, la cui madre è in contatto con questa banda che utilizza le persone per contrabbandare la medicina.

Olivia trova lo stimolo per indagare e portare a termine l’indagine nell’incontro con Mai Lin, ragazza a bordo della nave ma salva perché non aveva ingerito la pillola per il mal di mare consigliata dai contrabbandieri, che invece possedeva al suo interno il germe da cui poi si sviluppa il corpo del calamaro. Mai Lin non ha piu notizie del marito e la figlia, che sono a bordo di una nave che è destinata ad arrivare alla costa in poche ore: il caso diventa quindi una corsa contro il tempo.

Naturalmente alla fine dell’episodio sono tutti sani e salvi, Peter rischia la vita perché quasi forzato ad ingoiare un baby-calamaro, ma viene salvato in tempo da Broyles ed Olivia.

Insomma, il caso della settimana non mi ha fatto né caldo né freddo, è stato di per sé scialbo. Fortuna, come dicevo all’inizio della recensione, il lavoro che è stato fatto sul personaggio di Walter, che risolleva un po’ la media dell’episodio.

Quando infatti se ne va da solo a Chinatown per indagare sugli erboristi che vendono un’erba connessa al sistema genetico del calamaro, Peter non si fida e il ruolo padre-figlio si inverte: è il figlio infatti che dirà ad Astrid di seguire Walter perché incapace di andare in giro da solo per le strade della città. Peccato che Astrid si faccia scoprire in men che non si dica e Walter la semini lasciandola sola e, non volendo, dando informazioni preziose a coloro che contrabbandano la medicina.

Astrid, tornata al laboratorio, viene infatti aggredita da due uomini che si portano via il calamaro gigante. Il senso di colpa per Walter sarà terribile: si rende davvero conto di non essere affidabile, anzi, di essere un pericolo per gli altri, tanto che a fine episodio comunica al figlio di essersi installato nel collo un localizzatore, in modo che tutti sappiano sempre la sua posizione. E Peter, in un misto di tenerezza e comprensione, non può far altro che annuire credendo che d’altronde non ci sia altro modo per controllare le azioni del padre.

Grande interpretazione di John Noble che da il meglio di sé attribuendo al suo personaggio un tocco di umanità e tenerezza unici nell’universo di Fringe: di fronte a Walter i drammi di Olivia e il passato misterioso di Peter assumono un ruolo pressappoco insignificante.

Detto ciò la puntata non ottiene un voto altissimo perché il ritmo è più lento rispetto al solito e la storia di Walter è sempre una piccola parte rispetto al quadro generale dell’episodio. Siamo quasi a metà stagione e purtroppo l’episodio con la E maiuscola deve ancora arrivare, per ora abbiamo assistito solo a sprazzi di mitologia buttati là e riempitivi inutili e noiosi. E per favore, basta con le storie di insetti parassiti che provocano scene da voltastomaco perché davvero, non se ne può più.

72/100

 - Matteo

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Comments

Comments on “Fringe – 2×09 – Snakehead”

Vittorio said:

Scusate, forse mi sono perso qualcosa durante la puntata… ma sono l’unico a trovare strano che una barca di cinesi clandestini arrivi a Boston (costa est)?

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