Fringe – 2×10 – Grey Matters
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Credo che ciò che gli autori di Fringe avessero in mente di portare sullo schermo con questo mid-season finale, fosse un case of the week finalmente legato alla mitologia della serie e che allo stesso tempo comportasse sviluppi importanti tra i vari legami del trio principale, tentando di amalgamare il tutto: ci saranno riusciti?
La risposta è si. Come al solito, potevano fare di meglio, ma non ci lamentiamo, suvvia, a Natale siamo tutti più buoni, no?
Questa volta ci riallacciamo agli inquietanti esseri mutaforma che non vedevamo da un pezzo, che, se vi ricordate, erano riusciti a trovare la testa del loro leader, a ricongiungerla con il corpo, e a riportarlo in vita. Ebbene si, nell’universo di Fringe succede di tutto, persino questo genere di cose. Come se quello con cui hanno questa volta a che fare Olivia e Peter rientri nella norma.
E’ proprio il leader che è resuscitato, Thomas Terome Newton, ad andare in giro per ospedali psichiatrici, prendere tre persone malate di mente (precisamente, schizofrenia e aritmomania), prelevare un ben preciso pezzo del loro cervello e scappare. Peccato però che non riesce a richiudere in tempo il signor Slater, e la Fringe division corre subito sul posto.
Dato che questi individui tornano perfettamente sani una volta terminata questa specie di “operazione”, il ragionamento che Walter e Peter sono portati a fare è questo: e se proprio quel pezzo di cervello fosse stata la causa della loro pazzia?
Veniamo infatti a scoprire che è così: un certo dottor Paris, ora scomparso, ma che alla fine della puntata veniamo a sapere essere niente meno che William Bell (omg), ha inserito queste tre parti del cervello nelle teste dei poveri malcapitati in questione.
Devo dire che il colpo di scena, ovvero che il cervello a cui erano stati tolti i pezzi fosse quello di Walter, era davvero facile da sgamare. Ciò non toglie che la questione si fa interessante: veniamo infatti a scoprire che è stato proprio Belly a rimuovere parti del cervello del dottor Bishop costringendolo a tutti quegli anni di pazzia, tutto perché l’uomo aveva trovato il modo di aprire la porta tra i due mondi paralleli.
Credo che la morte di un figlio sia uno dei dolori più grandi che il genere umano conosca. Quindi come poter biasimare il dottor Bishop, se è ricorso a questo “strappo alla regola” andando a prendere l’altro Peter dell’altra realtà? Del tutto legittimo. Fatto sta che quel gesto lo ha costretto a doversi far togliere le parti del cervello che costituiscono l’ippocampo, ovvero dove teniamo i nostri ricordi, perché l’informazione era troppo pericolosa. Ed è proprio ciò che Thomas Newton sta cercando. Ecco perché rapisce Walter, perché è l’unico che può leggere le parti del suo cervello. Ed il povero scienziato è costretto a dargli l’informazione tanto preziosa quanto pericolosa, ovvero come aprire la fatidica porta: cosa che potrebbe portare alla famosa storm, tempesta, che Bell annunciava ad Olivia nell’episodio 4 di questa stagione.
E nemmeno Olivia stessa può fermare Thomas, ormai con la formula magica ben in mente, perché si vede costretta a lasciarlo scappare, pur di salvare la vita a Walter. “Now i know how weak you are” ,queste le ultime parole che Thomas pronuncia ad Olivia. L’agente ha dovuto seguire il suo cuore, pur avendo la soluzione del caso di fronte agli occhi, pur essendo ad un passo dall’arrestare il bad guy chiave della situazione; non ce la fa, non avrebbe potuto convivere con il rimorso per la morte del padre di uno dei suoi migliori amici. Ma troverà conforto in Broyles, che le assicurerà di aver fatto la scelta giusta.
Se quindi per Olivia abbiamo questo risvolto psicologico davvero interessante, anche per gli altri due protagonisti del trio la situazione non è da meno: Peter realmente in ansia e preoccupato per le sorti di suo padre, e Walter, ormai consapevole di essere quello che è, ovvero un’arma a doppio taglio. Strepitoso John Noble nella parte in cui Walter, leggendo le parti del suo cervello, torna per cinque secondi sano di mente.
E di sicuro viene gettata ancora più ombra sulla figura di William Bell: c’è forse lui dietro ai mutaforma perché vuole trovare un modo per venire nel nostro mondo? Oppure va e viene a suo piacimento e il suo obiettivo è un altro? Sapevo che in questo episodio sarebbe riapparso e sinceramente speravo in qual cosina in più, ma va bene lo stesso.
E’ evidente che quando viene tirato fuori l’argomento delle realtà parallele la questione diventa nettamente più interessante, quasi che la puntata scorra via facilmente senza far sentire il peso dei quaranta minuti come invece molte altre volte accade.
Obiettivo per il 2010? Procedere di questo passo, che stiamo andando abbastanza bene.
85/100
- Matteo
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