dic 29th

Dollhouse – da 2×07 a 2×10 …

Si ok… E’ decisamente poco professionale trovarsi cosi’ in ritardo con le recensioni.

Lo so.

Ma e’ anche decisamente originale… Insomma, tutti recensiscono appena escono gli episodi, e’ banale. Noi, che ci vogliamo distinguere, recensiamo ad minchiam. Quasi quasi stavo pensando di recensire anche la 2×07 di Lost.

Cosi’ tanto per distinguermi.

E’ anche un peccato mortale non aver recensito queste ultime 4 puntate di Dollhouse perche’ sono state, credo, le migliori dall’inizio dell’intera serie. Forse complice l’imminente chiusura, stiamo tirando le fila di tutto come si deve con soprese piu’ o meno grandi che hanno sicuramente colpito gli spettatori.

Intanto ricordiamoci di aver lasciato Echo da sola in giro per il mondo e Ballard uccel di bosco deciso a non farsi trovare ne’ dalla Rossum ne’ dalla Dollhouse. Come previsto i due si ritrovano in qualche modo e, scopriamo dopo un salto temporale di 3 mesi nella sceneggiatura, hanno vissuto insieme per addestrarsi ed elaborare un piano per far fuggire tutte le Doll. Nel periodo trascorso, il rapporto fra i due e’ maturato in qualcosa di diverso dalla semplice complicita’. C’e’ amore, soprattutto da parte di Echo che si propone ad un restio Ballard in tutti i modi possibili, il buon Paul si nega come una signorina al primo appuntamento, ma non perche’ Echo non gli piaccia, capiamoci, forse perche’ le piace fin troppo e teme di ricevere da lei dell’amore surrogato frutto di un precedente imprint.

Nella Dollhouse, nel frattempo, le cose non sono proprio rose e fiori per la De Witt che, avendo perso le tracce di Echo, viene sollevata dal suo incarico per negligenza e sostituita da Harding, un pezzo grosso della Rossum interpretato con solito maestria da Keith Carradine. Pur di riavere il suo incarico, Adelle consegna nelle mani della Rossum il nuovo dispositivo di imprint ideato da Topher tradendo la fiducia del ragazzo che tanto si era raccomandato di mantenere l’assoluto riserbo sulla sua ultima creatura. E’ forse questa la chiave di volta che ci avvicina finalmente a Epitaph One e ai drammi etici e morali dei due.

Abbiamo anche il ritorno di Alpha, davvero usato poco e male nella prima stagione e sfruttato poco anche qui purtroppo, ma con un ruolo decisamente piu’ importante. E’ proprio lui che, spinto dall’amore morboso verso Echo/Caroline, si infiltra un’altra volta nella Dollhouse per averla tutta per se’ creando scompiglio, disastri e la morte cerebrale del mio amato Paul. Ok… Amato anche da Echo che, giustamente si dispera per la dipartita dell’uomo del suo cuore. Eh si, perche’ nel frattempo anche loro due sono tornati all’ovile e lavorano di nuovo con la Dollhouse grazie alla loro talpa interna, Boyd. Sia Paul che Boyd che Topher sono a conoscenza dei particolari poteri mentali di Echo (cosi’ come anche Alpha) : la ragazza non solo fa convivere tutti i suoi precedenti imprint nella sua testa, ma riesce anche a richiamarli a piacere a seconda delle circostanze.

Forse pero’ anche qualcun altro e’ piu’ speciale di quanto abbiamo mai creduto. Anche Victor, infatti, riesce ad avere dei ricordi estranei all’imprint del momento, in particolare un ricordo : l’amore per Sierra. Per la De Witt, abituata ad “affittare” Victor per scaldare le lenzuola, questa cosa proprio non va giu’ e decide di sciogliere il suo contratto rispedendolo nel mondo. Facciamo cosi’ la conoscenza del vero Tony Ceccoli, il marines traumatizzato dalla guerra in Iraq, senza un amico e senza una famiglia. Insieme a lui conosciamo anche una frangia violenta della Rossum, una sorta di esercito clandestino con imprint cerebrale molto piu’ rudimentale di quello di una doll ma decisamente piu’ efficace in caso di guerra. I soldati hanno impiantato un chip nel cervello che permette loro di pensare, vedere e sentire come fossero una sola entita’. Grazie all’intervento di Echo, ovviamente, Victor viene strappato da questo esercito ma, nel tentativo della ragazza di far scappare lui e Sierra, i tre vengono intercettati dalla Dollhouse, presi prigionieri e riportati in sede.

La condanna e’ la stessa per tutti e tre : L’Attico.

E finalmente vediamo cos’e’ questo mitologico attico. Apparentemente una vera e proprio soffitta dove le doll inutilizzabili o le persone indesiderate (vedi Dominic nella prima stagione) vengono riposte dopo cancellazione totale del cervello. Con macchinari atti a mantenere costanti le funzioni del loro corpo, vengono impacchettati su tavoli bianchi e incellophanati come avanzi della sera precedente rimandendo collegati a monitor e calcolatori.

In realta’ l’Attico e’ una vera e proprio coscienza collettiva all’interno della quale ogni componente continua a vivere il suo peggior incubo all’infinito. Ma non solo. E’ sostanzialmente un enorme calcolatore, e’ il mainframe della stessa Rossum e gli uomini sono i veri e propri processori che fanno girare il sistema grazie alle loro funzioni vitali. C’e’ un attico in ogni Dollhouse, ma ogni Attico e’ collegato ad un altro attico : e’ un’enorme rete neurale dove gli uomini sono il core system.

Per la prima volta in storie come queste, non e’ la macchina ad avere la meglio sull’uomo, non e’ la tecnologia a portare alla rovina, ma e’ l’uomo a sconfiggere la macchina. Le nostre doll, con l’aiuto di Clyde, uno dei due ideatori di quella tecnologia, riescono a liberarsi dall’incubo perenne dell’Attico e tornare alla vita nei loro rispettivi corpi, svelando finalmente il segreto della Rossum e scoprendo che Adelle De Witt, in realta’, stava facendo il doppio gioco da sempre solo per poter arrivare a questa soluzione e poter affondare in qualche modo la Rossum.

Mi aspetto grandi cose dalle prossime puntate che, mi spiace dirlo, saranno proprio le ultime.

100/100

-Cayu

Gli ultimi 5 articoli di cayu


 - Cayu


Comments

Leave a Reply