Lost – 6×15 – Across the sea
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Per la prima volta, dopo sei stagioni, non ho la più pallida idea di cosa pensare di una puntata di Lost.
Spiego meglio: trovo molto interessanti gli eventi narrati in Across the sea, ma al termine della puntata ho come l’impressione che mancassero tanti tasselli, troppi tasselli. Un argomento tanto importante andava approfondito senza dubbio di più. Certo, possono sempre aggiungere qualcosa nelle tre ore e mezza finali, ma fino ad allora ai miei occhi resterà un’incompiuta.
La rivelazione principale è che Jacob è uno sfigato. Ma proprio uno sfigato di prima classe. E’ il classico bambino tutto capanna e chiesa che fa la spia dalla mamma, che non ha nessun interesse, che frigna costantemente, che vive all’ombra del ben più figo fratello.
E il fratello è, ovviamente, il Man in black. E neanche stavolta si son degnati di dargli un nome. Anche il mio gatto non ha un nome, si chiama semplicemente gatto, ma immagino che per una persona sia decisamente poco dignitoso. Lui però, a differenza dell’insopportabile gemellino, vuole conoscere cosa c’è “al di là del mare”. E’ speciale, come quel John Locke di cui un giorno prenderà le sembianze. E vede il fantasma della madre, come quel Ben Linus che proprio come lui decise di avventurarsi nella giungla alla scoperta dell’ignoto.
E per madre intendo la vera madre, quella che è naufragata sull’isola mentre ancora lo portava in grembo e che è stata brutalmente giustiziata da una donna che, a quanto pare, rappresentava per quell’epoca quello che Jacob rappresenta ai giorni nostri: la bodyguard personale dell’Isola. E chissà chi c’era prima di lei. E chissà se c’è mai stato un inizio, a questo punto.
Il Man in black si unisce dunque alla gente venuta sull’isola insieme alla vera madre, ed insieme a loro progetta un modo per scappare dall’isola. E qui scatta il primo, vero punto oscuro dell’episodio: la ruota. Io ho capito che questa gente è “intelligente”, io ho capito che lui è “speciale”, ma da qui a collegare una ruota di legno all’isola e a metterla in moto ce ne vuole. Mi è sembrata una spiegazione superficiale, un modo per sbrigarsela con poco e per togliere di mezzo uno dei misteri più difficilmente esplicabili di Lost. Per me a questo punto è chiaro che, nel nome del colpo di scena a tutti i costi, in passato abbiano azzardato un po’ troppo, trovandosi con 17 puntate a disposizione per far tornare tutto. E più passava il tempo, più si rendevano conto di essersi incartati su certi dettagli. Si badi: dettagli, perchè il quadro generale pur nel suo essere prettamente fantasy ha sempre una coerenza di base. Dunque cosa fanno: congedano questi misteri con due battute e preferiscono dedicarsi alla storia principale.
Ci può anche stare, via. In questo momento, più che la ruota, mi interessa il destino di quei personaggi che in questa puntata non sono mai comparsi, se non in un flashback della prima stagione che ci mostra come the artists formerly known as Adamo ed Eva fossero in realtà la pazza e il Man in black.
Come si è arrivati a quel punto? Lui dice a lei che ha trovato un modo per andarsene, lei non vuole e prima elegge Jacob suo erede alla guida dell’Isola, quindi fa fuori tutti i compagni d’avventura del Man in black, lui se la prende e la ammazza, lei però lo ringrazia, Jacob non coglie l’ironia e lo getta nella sorgente luminosa, lui torna fuori sotto forma di fumo nero incazzato e le sue mortali spoglie vengono adagiate nella grotta insieme a quelle di lei.
Tutto chiaro, no?
E poi c’è la luce. Anzi, la Luce. Una sorta di Spirito Santo, laddove l’Isola rappresenta il padre e Jacob (e la pazza prima di lui) rappresenta il figlio. Tre entità tenute insieme da chissà quali regole, e a questo punto il tempo per spiegarle stringe. Lo faranno? Non lo faranno? Ci resta poco per scoprirlo. Io continuo ad avere enorme fiducia, nonostante questo episodio non mi abbia convinto in alcuni punti chiave.
Ma più ci penso e più credo che il suo fascino risieda proprio in questo. Across the sea rappresenta tutto quello per cui Lost è grande ed inimitabile: una fonte inesauribile di spunti di discussione e di sorprese. E’ una meravigliosa saga fantasy, e come tale va presa. Alcune scene sembreranno forzate, alcune spiegazioni sembreranno raffazzonate, ma quello che conta è che sono sei anni che ci lascia senza fiato. Arrivati a questo punto non resta altro da fare che spegnere il cervello e goderci il gran finale.
85/100
Mist
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ma come non ha un nome il tuo gatto
ciò detto, sottoscrivo.
povero edgard!!
a me “La Luce” ha fatto incazzare! Non mi è piaciuto come espediente… per il resto tutta la storia mi è piaciuta!
PS piuttosto di dare certe risposte (la ruota) era meglio sorvolare… facevi vedere loro che costruivano il pozzo, la ruota appoggiata fuori e MIB che diceva che: “avevano scoperto come andarsene”. Basta! Punto! Non dire altro! Oppure lascia il mistero, tanto sapevamo che l’aveva costruita qualcuno in passato… come il tempio e la statua…
A parte tutto, è chiaro che mettere adesso una puntata interamente di flashback con personaggi con cui è difficile avere empatia è un modo per rilassarsi dopo il picco emotivo delle morti di Sayid, Jin e Sun (e forse Lapidus), e in vista delle ultime puntate, che ora si preannunciano veramente di fuoco.
Concordo con Mist. Onestamente mi aspettavo che la storia di Mib e Jacob avesse un significato più profondo. Ok che possiamo vederla nell’ottica del bene contro il male, ma dai dialoghi tra i due delle precedenti puntate mi aspettavo un’origine del tutto ancora più “sacra”, dove il confronto tra bene e male fosse più accentuato. Così com’è l’isola perde un po’ il significato di inferno che mi ero prefigurato.
un origine più sacra Charlie ?
io credo che non potevano inserirci richiami più sacri di quanto abbiano già fatto;
pensa solo alla storia di Lucifero raccontata da Milton:
Lucifero (che poi guarda caso significa proprio “portatore di luce”) era l’arcangelo più bello e splendende, nonchè il più vicino a Dio. Ribellandosi ad esso viene scaraventato al centro della terra e chiamato da quel momento Satan (l’avversario).
per non parlare della dualità Bene e Male, i due fratelli, il vino, la Luce.
@Milo: hai ragione mi sono spiegato male. Intendevo comunque dire che gli autori avrebbero dovuto, secondo me, calcare un po’ più la mano sugli aspetti di cui parli tu. Mi rimane comunque un dubbio: perchè MIB non può lasciare l’isola? Se effettivamente è il Male (e l’isola dunque fa da tappo) come traspariva dalle puntate precedenti (in particolare Ab Aeterno) aveva un senso profondo. Se invece non può lasciare l’isola perchè glielo ha detto la mamma allora… beh ne ha un’altro. Scherzi a parte, secondo me bisognava chiarire meglio questo aspetto.
Rimane comunque una bellissima puntata con qualche ombra. Perchè in 2000 anni MIB non è più riuscito ad evadere quando ci è andato così vicino la prima volta? Voglio dire il pozzo distrutto dalla madre si ricostruisce…
Poi: perchè nella puntata Ab Aeterno Richard vede MIB con il suo aspetto nonostante questo sia già “morto”?
Infine: Jacob e MIB invecchiano regolarmente fino a 40 anni circa e poi per 2000 anni rimangono sempre uguali?
neanche la madre di Mister J e di MIB è mai invecchiata, quindi forse Jacob smette di invecchiare nel momento in cui allegramente brinda alla Luce con sua “madre”. Mi è balenato in mente un altro pensiero, e se il fratello di Jacob fosse morto davvero? chi ci dice che il suo corpo non venga posseduto dal mostro, così come succede col corpo di Locke? Capitan Ovvio?
Ciao a tutti, nel farvi i complimenti per come trattate i vari argomenti volevo segnalarvi il forum di Sicilianodentro.Lodevole lo spirito di collaborazione nato in questo forum. Ciao
credo che MIB , il fumo nero, possa prendere le sembianze di chi e’ gia’ morto.. quindi in questo caso, anche le sue, del suo stesso corpo.. per quello Richard lo vede cosi’…
e comunque, ora si spiega perche’ e’ tanto incazzato occhiverdi MIB, come biasimarlo?!
Ulteriori ma improbabili colpi di scena al riguardo, è esatta la spiegazione di gioblondy: il fumo può prendere le sembianze dei morti (vedi Christian Shepard, Yemi etc.etc.etc.) e quindi, finché può, preferisce prendere la sua forma originale!
C’è da dire anche che ok tutto quello che hanno tralasciato, ok il modo di spiegare in modo un po’ superficiale le cose… ma svelare un mistero come quello di Adamo ed Eva a poche ore dalla fine, secondo me è stata una gran bella giocata!
P.S. “Jacob non coglie l’ironia e lo getta nella sorgente luminosa”: ero sdraiato!!!
Mi scordo sempre qualcosa! ho scordato un “Salvo” all’inizio del commento!
Sembra che ora all’estero si stiano scannando sul fatto che Jack avesse datato a occhio i corpi di Adamo ed Eva a una cinquantina d’anni prima.
Comunque per quanto riguarda la ruota, io penso che MiB abbia effettivamente avuto il tempo di ricostruire e terminare l’opera (sappiamo che qualcuno l’ha fatto), ma potrebbe aver scoperto che tutto quello che l’attrezzo riesce a fare è spostare l’isola da una parte all’altra in mezzo al nulla senza portare realmente in alcun luogo. L’abbiamo visto succedere…
P.S. “madre” ha la peggiore pronuncia del latino possibile. Mi ha fatto venire il nervoso, specie comparata a quella dell’attrice che interpretava Claudia, che almeno ci ha provato!
Ma a nessuno di voi viene in mente quella domanda,che a me viene in mente ormai da mesi,ovvero “Cosa sto guardando?”.Soprattutto ripensando a come è nato il tutto,sin dalla prima stagione…
Ma soprattutto, voglio fare il pignolo parlando di lingue…perchè si son presi la briga di far parlare Ricardo in spagnolo, e i suoi “aguzzini” in inglese britannico, mentre questi biascicano americano? E’ la lingua primeva dell’isola?
Cmq anche a me questa puntata ha lasciato qualcosa di incompleto…forse perchè i misteri sono più intriganti quando rimangono tali.