Lost – Epilogo
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E’ finita. Quell’ultimo rintocco, quell’ultima scritta “Lost” è stata una pugnalata al cuore da cui faticherò a riprendermi. Niente più levatacce per scaricarlo. Niente più conti alla rovescia. Niente più “la prossima è su Kate, nooooooo!”. Se ne sono andati per sempre, e nell’ultimo vero twist di una serie che ha fatto del twist il proprio marchio di fabbrica, chiudono completamente il discorso senza lasciare aperte porte, finestre, spiragli. La luce è stata spenta definitivamente.
Non ci sarà nessun film, non ci sarà nessun remake, non ci sarà nessuno spin-off. Quando, in uno dei dialoghi forse più belli dell’intero show, Hurley dice a Ben che “è stato un ottimo numero due” è chiaro che hanno vissuto a lungo sull’isola e ne avranno combinate di tutti i colori. Ma lo sanno loro. Noi non lo vedremo mai. Non è più necessario, a questo punto. Non c’è più un “male” da sconfiggere o da confinare nell’isola. Non ci sono più giochi di potere. Ci saranno stati, questo sì, molti altri aerei, mongolfiere, deltaplani, astronavi che si sono schiantati sull’isola e un passeggero, svegliandosi in un canneto, si sarà chiesto “where am I?”.
E questo, a pensarci bene, un po’ mi fa incazzare. Ci togliete la nostra droga per sempre, non ci lasciate nemmeno la possibilità di discuterne all’infinito? Cattivi.
Lost è stata la miglior serie possibile? Probabilmente no. A livello di scrittura, si sono spesso incartati. Molti dei misteri che ci siamo portati dietro per anni sono stati o relegati a dettagli trascurabili o spiegati in fretta e furia come a togliersi un pensiero. La cosa è parzialmente giusiticabile con il fatto che, nonostante tutto, stiamo pur sempre parlando di un serial TV. Se pensiamo a che razza di pasticci siano riusciti a combinare con Heroes, o come l’attesissimo Flash Forward si sia autodistrutto dopo pochissime puntate, il fatto che Lost sia arrivato alla fine della sesta serie in ottima salute e con uno stuolo di milioni di fan sparsi in giro per il mondo è un mezzo miracolo.
Scrivere uno show televisivo comporta una serie di problemi che noi probabilmente neanche ci immaginiamo. Pensiamo a personaggi come Mr. Eko, importantissimo nella seconda stagione e tolto di mezzo senza fare troppi complimenti a causa di screzi con l’attore. Pensiamo a Walt: nel casting iniziale, quando neanche sapevano se sarebbero arrivati a fine stagione, non si sono fatti problemi a scritturare un bambino di 11 anni. Peccato che poi sia cresciuto a dismisura e siano stati costretti a cavarsela alla meno peggio.
Insomma, pretendere la perfezione in casi del genere è chiedere davvero troppo. Per questo motivo non mi faccio problemi ad ignorare i passaggi a vuoto, spesso irrilevanti, per concentrarmi su quello che, in fondo, è sempre stato il cuore della serie: il viaggio dei personaggi alla (ri)scoperta di loro stessi. Un viaggio in cui destino e libero arbitrio giocano con le vite dei nostri eroi, un viaggio in cui di volta in volta ogni persona che “crede” di aver capito come funzionano le cose viene sbugiardata riportando a galla la propria fragile natura umana. Da Locke a Ben, da Richard a Jacob: tutti credono di sapere, nessuno sa veramente.
Non è stata la miglior serie possibile. Ma è stata quella di cui avevamo bisogno. Quella che ci ha segnato per sempre. Perchè Lost è stato prima di tutto un viaggio, un’esperienza di gruppo. La grande, definitiva metafora della serie è proprio questa: i losties che prendono coscienza delle proprie vite terrene e si ricordano di cos’hanno passato insieme siamo noi di fronte a Lost. Non ho idea di quanti di voi possano dire lo stesso, ma grazie a questa serie ho conosciuto delle persone splendide, ho discusso per ore, ho litigato, ho sbattuto la testa contro il muro, ho riso, ho pianto, ho scoperto che un prodotto di entertainment può diventare qualcosa di molto vicino ad un culto pagano. E quando Jack, Kate, Sawyer, Locke e gli altri si radunano, a fine puntata, mi sono reso conto che Lost è stato, per me, quello che per loro è stato il volo Oceanic 815, quello che per loro è stata l’isola.
E adesso? Usciranno altre serie. Magari non avranno il minimo buco di sceneggiatura, magari ci faranno piangere, magari troveremo una nuova ragione per perdere tempo prezioso a fantasticare in compagnia. Ma non saranno più Lost. Lost è i Beatles, Lost è Picasso, Elvis, Star Wars, Stanley Kubrick, i Simpson, Maradona, Michael Jordan, John Belushi, il gol di Grosso contro la Germania. Lost è qualcosa di unico, irripetibile, pionieristico, un punto di riferimento per le generazioni future con cui tutti i serial dovranno fare i conti.
E noi saremo, per sempre, quelli che l’hanno vissuto.
Mist
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Un ottimo epilogo. yea
Mist mi hai fatto commuovere…grazie lost…ci mancherai
CAPOLAVORO.
6 anni buttati ma mi mancherà.
“E quando Jack, Kate, Sawyer, Locke e gli altri si radunano, a fine puntata, mi sono reso conto che Lost è stato, per me, quello che per loro è stato il volo Oceanic 815, quello che per loro è stata l’isola”. Molto bella.
Per quanto riguarda l’erede di Lost, io punto decisamente su Fringe. La seconda serie appena conclusa è stata stupenda. Certo Lost è unico, ma bisogna pur trovare una nuova “droga”…
Lost non è il telefilm prediletto ma come ho già detto è probabilmente quello a cui sono più affezionata di tutti. Perchè non l’ho vissuto abusandone ma centellinando puntata dopo puntata. Lost per me è (citandoti
)come un parente stretto che “a volte ti sta sulle palle ma è sangue del tuo sangue e non ci puoi fare niente”.
Meraviglia.
Se penso a Lost penso a milioni di cose ma su tutte la sfida mitica della prima CC (go James) e a quella litigata pazzesca da Giggetto
Nel primo caso avevo un vago sentore del guaio in cui mi stavo cacciando. Nel secondo caso ero già nei guai fino al collo.
Ora la parola d’ordine sarà “farsene una ragione”.
Rispetto.
L’ho iniziato sei anni fa da universitaria fuori sede e discuterne con gli amici che erano “a casa” mi faceva sentire un po’ meno distante.
Ci sono cresciuta insieme e insieme ci ho passato gli anni più belli della mia vita finora.
Litigate, discussioni, teorie accampate, scervellamenti, lotte contro il tempo x scaricarlo e vederlo x prima, apettando poi però che lo vedessero i miei amici x poterlo commentare, opere di convincimento per reclutare nuovi adepti e farli appassionare, così poi le discussioni erano ancora più belle.
Ogni personaggio l’ho sentito vicino, come un amico che ho frequentato x 6 anni e che poi in un modo o nell’altro ma inevitabilmente ho perso…x poi ritrovarli tutti insieme ad un super party di addio.
Grazie Mist x i sempre ottimi commenti.
E grazie al mio Amico Luca x essersi ammalato di Lost insieme a me.
Che magone.
Ieri sera, mentre vedevo la puntata coi miei amici e con la mia ragazza, le cose più emozionanti sono state per me i flash veloci di ricordi. Quelli dei personaggi mischiati ai miei. Mi spiego. Vedendo quei flash che riassumevano le loro sei stagioni di Jack e compagnia, mi sono venute in mente, anche a me come flash, le situazioni di 5 anni della mia vita. Quella puntata vista in compagnia di persone che non vedo più, quella vista nella casa universitaria la sera che ho imparato a fare (bene) le lasagne, quelle viste a casa di lei quando non vivevamo insieme, le prime nelle nuova casa.
Questo scandire i ricordi vale di più della storia di Lost in sé. Con Lost ho passato 5 anni della mia vita. E ci sono cresciuto.
Quello che non torna o un finale più o meno soddisfacente sono dettagli. Il bello è tutto intorno. E ora che è finito, mi sembra anche a me di aver concluso un ciclo.
Claps claps
“Lost è i Beatles, Lost è Picasso, Elvis, Star Wars, Stanley Kubrick, i Simpson, Maradona, Michael Jordan, John Belushi, il gol di Grosso contro la Germania”
claps claps
Ah, se vi va, noi malati organizziamo la Episode Cup di Lost
http://www.ifighi.net/iforum/viewforum.php?f=14
Complimenti a Mist. Dopo aver assunto un atteggiamento da fascista nel post precedente, vedo che in questo hai riequilibrato un pò le cose.
Dal mio punto di vista, è chiaro che questo finale, CONSIDERATO COME UNA PUNTATA A SE’, è un bellissimo finale, soprattutto dal punto di vista emozionale. Se ci fosse stata la prima stagione e poi, subito dopo, questo finale, probabilmente si starebbe parlando di un capolavoro assoluto.
Peccato che in mezzo ci siano state 5 stagioni che (soprattutto per quanto riguarda 4a 5a e 6a) hanno risposto a problemi di marketing, più che di resa artistico-narrativa.
Per dirne una (tra le mille che ho in mente), sarei contento che nello “spiegone” il nostro ospite ci avesse spiegato che senso aveva il Walt che appariva a Locke nella fossa.
Rimane comunque fuori discusione che in ogni fan (deluso o appagato che sia) si apra un vuoto che sarà difficilissimo colmare con altri serial tv, anche laddove i misteri arcani vengono oggettivamente spiegati (meglio). E chi guarda Fringe, sa di cosa sto parlando.
Desideravo concludere con un sentito ringraziamento a Mist, con le cui recensioni ho vissuto le ultime due stagioni di Lost, pur non ritrovandomi sempre d’accordo con le sue idee.
Hai detto tutto, grazie Mist.
Just when the circle’s drawn, just then the circle’s gone.
Lost è finito, evviva Lost
Magari tra cinque o sei anni mi comprerò il cofanetto e con calma me lo guarderò anche io. Chissà. Ma anche no
Diciamo che se fosse stato un libro, o un film, o fosse durato 3, massimo 4 stagioni e non avesse dovuto per forza di cose fare i conti con certe cose (share, cast, cambi in corsa, più sceneggiatori ecc.), ovvero scontrarsi con la realtà, oppure fosse stata una serie animata e non con attori in carne e ossa (prevenendo in questo modo problemi come quelli da te citati riguardanti Walt e Eko, anche se i disguidi con i doppiatori, tipo quello di Chef di South Park, sarebbero stati comunque possibili), magari sarebbe stato veramente qualcosa di perfetto, tipo la Divina Commedia. Nella realtà, è stato fatto comunque il massimo possibile, quindi giù il cappello!
Di contro, fosse stato un libro (leggibile volendo in una/due settimane) o, “peggio” ancora, un film di 3 ore, avrebbe sicuramente perso tutto ciò che questa serie ha creato (ovvero discussioni infinite dopo ogni “tappa”), e che di fatto la rende unica forse più di ciò che effettivamente è contenuto in essa…
[...] che non abbia retto allo stress psicologico del finale di Lost (a proposito, ne parlo qui a caldo e qui a freddo) e sia andato in Australia a prendere un volo per Los Angeles e cercare di precipitare in [...]
Bello, il finale di Lost. In ogni caso un viaggetto organizzato per bruciare i set e gli archivi con le “timelines” non sarebbe male. Ma è pur sempre, come hai ben detto, un prodotto di intrattenimento. Secondo voi la ABC si fa sfuggire l’occasione di uno spinoff? Anche stupido? Io già mi immagino una specie di Caprica per Battlestar Galactica…
La storia di Eloise, l’origine della luce, non venitemi a dire che se me l’aspetto non ho capito niente della serie.
Ho AMATO “i segreti di Twin Peaks”. Chi c’era sa. E ho amato Lost, che ha lasciato tutti i miei conoscenti indietro a ripiegare su Dexter…
Confermo il Viaggietto per bruciare tutto!!!
In ogni caso bellissimo il commento dell’ultima puntata…molto piu bello del finale…
Senza creare polemica, il finale e’ stato veramente il peggio che si potesse avere…
Cmq e’ finita e andiamo con Fringe (bellissimo) o altre serie che ci possano far passare tempo, parlare, sparlare, dialogare e fantasicare…!!!
Ciao a tutti
Piero
Con Lost abbiamo viaggiato tutti con la mente…per quelle due ore la testa riusciva a viaggiare oltre e a tralasciare tutto…su quell’aereo ci siamo saliti tutti…e in quella chiesa ci siamo ritrovati con i protagonisti!!!
Grazie Lost ci hai dato tanto.
Mist complimenti per l’articolo, hai colto in pieno il significato di questa splendida serie!!!!
Saluti a tutti
beati voi, non c’ho capito nulla, beh non ho visto solo le prime puntate(proprio all’inizio) e ieri l’epilogo, a parte qualche sporadica puntata, ma sono morti tutti? e’ morto solo jack? lock e’ morto?
uffa’ spiegatemi almeno un po’
grazie